un addio che non sarebbe mai dovuto arrivare

in un colpo se ne sono andati via venticinque anni della mia vita

volati via con leggerezza pieni di chiaroscuri semitoni e con i suoi versi sempre nelle tasche

le ho voluto bene come ad una madre

di quel bene che ti viene dal cuore e non sai dominarlo

ho aspettato venti lunghi anni per incontrarla un giorno di qualche anno fa a Bologna

calpestando ordini file e precedenze

ho superato momenti in cui la luce era racchiusa tutta in alcune parole che ho impararto a memoria e non mi hanno mai più abbandonato

conservo stupidamente finanche i biglietti di quei giorni a Bologna e la stessa speranza che ho imparato a trovare nei suoi versi anche se ora qui nel silenzio ho molta più paura di prima

è difficile dire cosa si sente quando se ne va via una persona cosi importante

che ti ha aiutato a non morire che ti ha dato amore che ti ha preso per mano e ti ha portato lontano

devo a lei in assoluto il mio amore per la poesia

più di ogni altra cosa al mondo

da quel giorno che di sfuggita su di un giornale lessi le sue parole

per me è stata madre poesia vita

e sopratutto guida

per questo lascio qui un piccolo segno di ringraziamento e un periodo di duro silenzio com’è giusto che sia per quella che per me è stata la più grande poetessa di tutti i tempi

addio mia cara maestra

ascolta come mi batte forte il tuo cuore

wislawa szymborska
01 02 2012

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verbo del giorno:amare

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verbo del giorno:proteggere

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dove eravamo rimasti?
l’uomo canta in cerca di risposte
lungo il mare di notte si riesce a vedere il solco delle navi
le luci sono scintille
un’altra donna
la stanza dei giochi è pronta
spero per tanto tanto tempo ancora
è bella l’alba vista da qui

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l’orecchio perduto

http://www.nazioneindiana.com/2011/11/12/a-tutto-campo/
un piccolo racconto oggi
su nazione indiana

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alla tv danno via le immagini di un giovane cuore steso sull’asfalto
le mani nere , da meccanico
tra i rami si sono impigliati numeri e colori
i piccioni sul balcone si riparano dalla pioggia
e ai tavolini dei caffè non c’è più nessuno
si sentono i passi affondare nell’acqua
prima di scendere le scale ho letto di sfuggita che a buenos aires hanno condannato l’angelo biondo della morte
poi ho chiuso con delicatezza il portone
contando con smisurata precisione i battiti del cuore

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c’era che
poi è stato come
insomma sai volevo
tutte queste cose messe insieme
il treno va veloce
amo questa idea
amo questa canzone
poi ci sono mille morti un poeta e un ragazzino
tutti o quasi nello stesso giorno
e il mondo gira , gira ancora
come una che canta ad occhi chiusi e vede i colori
come li vedo io. ora
c.

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