alcune cose “la voce di Romagna” 14 02 2011 a cura di matteo fantuzzi

AUTORI IN ROMAGNA
IL LIBRO DI CARMINE VITALE EDITO DA L’ ARCOLAIO
(LA PASSIONE DELLE COSE) DI MATTEO FANTUZZI
Questo è un buon esempio di fascino e sentimento nei confronti della Poesia che proviene dalla “poderosa
fucina” della casa editrice diretta dal forlivese Gianfranco Fabbri che non smette mai di ragionare
attorno alla possibilità di scandagliare nuovi passaggi, nuove forme per questa forma di espressione e
letteratura così fragile.
È questo amore a fare rincorrere questo salernitano nato nel 1965 per i sentieri della letteratura, cercando
di rincorrere i propri “miti letterari” o semplicemente le proprie letture per cercare di riproporle con
la propria voce : si sommano di volta in volta così un irregolare come l’americano Jack Hirschman e ancora
due grandi scrittori polacchi come Czeslaw Milosz e il premio Nobel Wislawa Szymborska. Queste
rincorse fanno appunto parte delle “cose” di una vita che è ricerca e che probabilmente va anche oltre
la stessa scrittura ma è parte di un viaggio interiore che parte dal testo e arriva altrove. Così anche la
propria scrittura ricade in questo viaggio, diventa parte di un percorso condiviso che se da una parte rischia
di abbassare la possibilità riconoscitiva dell’autore, la sua “originalità”, dall’altra parte passa per
una delle maggiori necessità che oggi ha la nostra poesia, cioè di essere letta,di essere conosciuta, la possibilità
sempre più difficoltosa in questo momento di folgorare, di entrare nelle case.
Così anche le cose di cui parla Carmine Vitale nel suo libro diventano cose di tutti, fanno parte di una
“passione” (anche nella versione latina del termine che inserisce la possibilità di sofferenza) che può essere
comune e avvicinare ai grandi, per rendere vera ancora una volta se fosse necessaria la visione antropologica
che deve ritornare alla poesia come l’attuale condizione della nostra letteratura, ma anche le
dinamiche socioeconomiche (è questo nelle ultime settimane un termine di discussione sempre più vivo
e che prende finalmente in considerazione anche le ultime generazioni, considerate viceversa troppo
spesso deboli e incapaci di interessarsi) ci impone di chiedere.
MATTEO FANTUZZI

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