Ricchezza (discorso dall’interno)

Ricchezza occidentale
(Discorso dall’interno)

Proprio ieri davano un film su come prepararsi
A tutte queste cose che accadranno

Le carte dei regali fanno già parte del passato
E il futuro si mischia a quel poco che rimane dei dolci
Solo che così mentre tutti parlano
Su dove è andata la letteratura
L’odore del caffè spazza via ogni cosa

“e se la scala la facessimo all’esterno”’?
Un’altra voce distante
E altre che insieme chiudono il coro
O forse il corpo
Una vecchina è caduta e dopo qualche giorno per via della luce accesa in pieno giorno
Qualcuno ha telefonato alla figlia per dirgli che forse era morta
Dalla finestra si vedeva bene distesa lì in cucina

Sempre meglio che parlare della frollatura della carne
O se per caso qualcuno conoscesse willi mentz
Altrimenti detto Lo sparatore
Era operaio ausiliario in una segheria poi mungitore

Si è raccontato dei nostri viaggi
E una voce ha chiesto sei mai stato a Babi Yar?
C’è una spiaggia bianca
Me lo ricorderò

Era solo un modo di dire
Che so, parlare degli ultrasuoni
Delle farfalle azzurre
Di quando mai trovi un lavoro
Di quando allo stadio (c’eri e )hai visto maradona
Mettere la palla in rete da centrocampo
Quelle cose che ti capitano
Perlopiù una volta sola nella vita

Chissà perché poi mi son chiesto nessuno ha fatto un commento definitivo
Magari sulla tomba del tuffatore
Avremmo dovuto conoscerla bene
Quasi che ci abitiamo dentro
È ciò che dice una poesia
Mentre nel corridoio color ocra
Ci facciamo gli auguri
Senza pensare più agli indiani delle riserve
Alle cose a portata di mano
Ai bei tempi

Fuori nevica
Gli alberi restano verdi

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3 risposte a Ricchezza (discorso dall’interno)

  1. D. Q. ha detto:

    “È ciò che dice una poesia
    Mentre nel corridoio color ocra
    Ci facciamo gli auguri
    Senza pensare più agli indiani delle riserve
    Alle cose a portata di mano
    Ai bei tempi”

    Sempre riflessivi i tuoi versi: hai un’impronta inconfondibile.

  2. carmine vitale ha detto:

    grazie Donatella
    per l’inconfondibile e la stima
    un caro saluto
    c.

  3. metrovampe ha detto:

    Hey, io qui devo venirci più spesso. è vero, un’impronta personalissima, accompagna con un suono flebile ma fatto di diamante e il sapore che lascia…sarò banale dicendo che è quello del sangue? Siamo vivi diamine, nonostante tutto.

    “Fuori nevica
    Gli alberi restano verdi”

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