autotomia

*Autotomia

A tonino è inutile che stavi a spiegargli di tutte queste cose nuove
Non aveva il telefono e spesso neanche la luce
In tutti i sensi
sempre lì li tra la vita e il vuoto
nella zona sospesa
il suo universo privo dei redenti
la voce rauca etilica
mista a sorriso e incontinenze
mentre correva intorno ai polli nel cortile

mio padre era il suo medico
e gli voleva bene

poi l’ho perso di vista
o forse ho solo smesso di guardare
me lo ricordo però mentre faceva il lupo
o i tuffi dentro l’acqua

era in perenne attesa
come una pianta, una malattia
aveva le sue idee sull’elettricità
e la materia

una volta mi raccontò qualcosa
su una buona poesia
e come raccogliere una viola

senza dubbio una bella giornata

una volta poi in un sogno
parlammo di frontiere e latitanze
fu l’ultima volta che ci stringemmo la mano
la strada si tagliò in due mentre ci voltammo le spalle

Qualche giorno fa tornando al paese
La madre mi ha dato il suo nuovo indirizzo
Via cosi e cosi e cosi

Il cancello era chiuso
Pioveva
E non c’era neanche un fiore

c.v.

questa e altre piccole cose su lpels : http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/07/26/carmine-vitale-inediti-per-lpels/

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