Giusto per fare qualche elenco ,senza pensarci troppo

11 Dicembre 2009 di carmine vitale

Non ci apparteniamo più
Come del resto un po’ di cose
Almeno da qualche tempo
Neanche un varco e una valigia da disfare
Qualcosa a cui pensare

Non mi interessa ancora di sapere
Se ancora ti interessa
Dei discorsi sulle ostilità
I cambiamenti
E tutte quelle belle frasi fatte
E le tante volte ripetute
Se ti arriva ancora l’acqua calda
Se il gas, basterà tutto l’inverno

Oggi hanno tagliato
La linea telefonica
Due alberi in un parco
I segni zodiacali
Le previsioni meteo
Il treno già in partenza
La fila giù alla mensa

La tua carta di credito
Il mio senso di vomito

Mi piace assaporare certe unghia
L’indice più che l’anulare
Mangiarle fino alla pelle
Il dottore dice che è passeggera
Cosa chiedo?
La paura di guardarti intorno
Quello che ti resiste dentro
La liberazione non avvenuta
Una guerra persa
Il buongiorno

Così come una volta per addormentarci
Ci stringevamo la mano
Adesso ci rannicchiamo in noi stessi
Nel guscio delle parole
È da un bel po’ di tempo che non so più
A quale fianco appoggiarmi
E che risposta ci sarà
A questo tipo di silenzio
Lo sai che hanno tagliato anche gli alberi lungo la statale?
È stato poco prima di natale

Le macchine correvano veloci
Io le guardavo
Sollevare fumi,
Amori,
E cani senza proprietari

Una volta mi fermai a parlare
Con un vecchio immobile davanti alla stazione
Aspettava un treno che non era mai partito
Non compariva neanche nella lista
Eppure lui gemeva
Sentiva come un dolore
Mangiava biscotti di marzapane

Tornando a noi
Quel che è stato è stato
Quello che ci apparteneva
La saliva
I baci
La fatica
Resta sempre qui
Quello che ci aspetta
Non tarderà ad arrivare

c.v.

quello che possediamo

2 Dicembre 2009 di carmine vitale

* Quello che possediamo

Mi fa piacere non sapere che cos’è importante
Né cosa volerà giù da un precipizio

Se ci cadrà una sera profumata
O la tua morte e il mese di settembre

Se nelle tue parole ci sia sale oppure solo sete
Se nel mio seme infranto o nelle vene
Presagi della notte o della quiete

So che mi fa piacere guardare un temporale
Che cade a più non posso come un male
Che fa più male ancora di una strada non attraversata
Ma mi fa piacere stare qui a guardare con aria scanzonata
Ciò che finora siamo stati e il cielo che si apre sanguinante

c.v.

senza titolo 2

23 Novembre 2009 di carmine vitale

Dovresti scendere quaranta punti dice una voce

La strada è umida e senza alternative
Liquida nera e silenziosa
Fuori c’è il numero perfetto

La stanza è piena di fiumi e regole da seguire
Una cascata di segni rossi e neri
Un burraco che sa di Zyklon b
Mi si chiude in gola anche l’ultimo ricordo

Su di un tavolo l’estratto conto di quello che non c’è
E tutti i debiti messi in bella fila
Come nei dettati

Un giorno ho scansato anch’io quella mano che s’allungava per mangiare
Ero troppo sazio di me
E per un momento non ho visto
Che aveva gli occhi scuri

Le tacche di un albero partite dal centro della mano
E più giù giungere fino in fondo al cuore

In quanti modi potevi prendere una rosa
Invece della spada?

Mi passarono un bicchiere e poi via via gli anni
Come fossero punti da contare
Silenzi da colorare
Un nuovo modo di protestare

Ci furono istanti come flagelli
Fiammelle spruzzi alberi bruni
Desideri acerbi
E sempre quella strana voglia come di resistenza
A che cosa poi non l’ho mai capito

Sai ,tutte quelle parole
Isole uomini ghiacci
Le ritrovavo anche in pieno giorno
Come se una notte non fosse mai passata
E nel silenzio sempre quella voce

Dovresti scendere quaranta punti

c.v.

lpels

17 Novembre 2009 di carmine vitale

senza titolo

17 Novembre 2009 di carmine vitale

Capisci,è successo qualcosa
Una delle Erinni ha smesso di vendicarsi
Ha interrotto il discorso
Dai treni si vedono alberi
E lontano come in un disegno,un fiume

Il cielo turchese è già andato
Si vede l’amaranto e il rantolo del sole
un cane abbaia al nulla della notte
è una misura colma d’acqua

Ci assolve il giorno e la vista di una tigre occasionale
i nostri atomi trasformano gli spazi
si ostinano ad andare
si schiudono
reagiscono

si fanno gioielli
comete
cristalli

lo sai che sparano ancora gli uomini
agli uccelli?
È per questo che dal cielo cade un rosso sangue
Che finisce nel nero del catrame
Che provoca il dolore e l’animale
Una sorta di macelleria stellare

Poi ti svegli
E senti
Tu la mia voce
E non è un sogno
Dall’altra parte della strada
Gli spazzini sono già al lavoro

Gli uccelli in fila guardano
Cade la neve d’agosto
Il rumore è bianco

c.v.

gratis

10 Novembre 2009 di carmine vitale

Gratis

Si poteva prendere tutto
L’abbaiare dei cani ,un cesto di pere , e le solite ore

I meno delusi stanno con il vetriolo nelle lettere
E mandano giù una pillola elettrica

Dalle finestre ai piani alti un odore terrificante di morte
Com’è strana questa concezione della vita
Si chiede sempre cosa sia
Un semplice particolare

Ma qui si vuole che resti tutta sostanza
E non c’è tempo per pensare all’urlo del vento
Ai mozziconi neri di spente sigarette
A quel sole che oggi se n’è andato un po’ più presto

Il tuo romanticismo è crudo
Sembra una piccola lama
Ma ha il sale alto e lacrime da correre
In effetti tu non odi queste città e paesi
Aspetti solo che un giorno crolli tutto
Come in uno specchio

Non mi ricordo i nomi dei funghi
Le regole della prima declinazione
Quale nazione africana ha cambiato nome ancora una volta
Né quante tigri dalle zanne a sciabola vivevano fino a qualche giorno fa
Chissà perché poi hanno intitolato una strada ad un poeta quasi sconosciuto
E in quella stessa strada ne è già morto un altro
Con il nome di una pianta perenne del pacifico

È una confessione chimica
Il termometro registra venti gradi

Oggi dovevo fare tante cose
Pulire un po’ il garage
Appendere dei quadri
Preparare il letto a nuovi ospiti
Uscire fuori a fumare sul balcone

Sembra si prepari una nuova glaciazione
Lontano ,lontano si accumulano le piogge

c.v.

datazione incerta

7 Novembre 2009 di carmine vitale

Datazione incerta

Volevi che tutto diventasse liquido
E guardavi con fame a tutto quello che cosi spesso ti mancava

Una moneta da dare a Caronte
La sua calligrafia
La forza per sbattere a terra questa seconda anima

Tutta questa poesia è finita sulle pareti di un sottopassaggio
Come un treno che non si muove
Fermo per sempre tra le rotaie
E il profumo delle erbacce
Pronte ad offrirti un’allergia

C’è una scritta che dice –è inutile leggere il resto-

Il sole riverbera sulle lamiere
Prima che lo facciano i lampioni
Volevo solo tutte quelle cose
Che sono ferme nella gola

In un biglietto nelle tasche dei tuoi jeans
C’è un cuore disegnato
Come quello appeso adesso qui,fuori alla macelleria
Armonia e cattiveria allo stesso prezzo

Amavi il vento che portava a spasso
L’unica foglia d’edera già rossa per l’autunno
Tra le mura di un cortile

E lo vedevi dall’alto correre a gridare
Tutto il suo stupore
Mentre il sole se ne stava dietro alla schiera delle case
Sullo sfondo della zona industriale

Alla fine cercavamo solo amore
La stessa cosa
Immaginata
Come se fosse lontana
E di datazione incerta

c.v.

la campana di vetro

5 Novembre 2009 di carmine vitale

In memoria di Luigi

Sorpassammo un’altra auto proprio mentre tu
Passavi sotto quella porta in fondo a quel viale
Poi fu un lungo silenzio per chilometri e chilometri

Tra le sterpaglie mi sembrò di vedere un serpente
Tra le lacrime mi sembrò di scorgere una rosa
Tra le mani stringemmo una vecchia foto piegata

Implodemmo

Forse l’amore era stato solo un malinteso
Forse avevamo già dimenticato
Forse avevamo sbagliato solo strada

Sarebbe stato bellissimo se in quello stormo di rondini
ci fosse stato un posto anche per te
con la tua stupida valigia e quelle orribili felpe

e invece no
ci vollero quattro mani per mettere le tue spalle a terra per sempre
e neanche una parola per dirti addio

ci voltammo perché il tuo sole non ci accecasse
ci voltammo perché iniziò la pioggia
ci voltammo perché finì quel giorno
ci voltammo per guardare un aquilone
ci voltammo per non guardarti più dormire

il cuore si gonfiò come una vela
la torta restò bianca nel frigo
le bevande scadute nelle scale

e così,così
all’alba di uno stupido martedì
finimmo a parlare noi del tuo futuro
dell’ultima volta che ti asciugammo i capelli
dalle tua ultima grassa festosa risata
del tuo tenero maledetto cuore delle tue mani sottili e delicate
delle tue mucose martoriate

arrivasti piano,ricordi?

avrei preferito non conoscerti mai
dalla finestra a pochi metri da noi
cadevano ciechi aghi di pino

c.v.

l’arcano del giorno dei morti

1 Novembre 2009 di carmine vitale

Non ho alcuna speranza alla luce di questo
“intrappolando” nel giorno
in cui morì,
non semplicemente ammazzato, ma – come per tutti quelli
che significano molto più di quello che furono -
come una intera nazione, persino un mondo, -
assassinato, il voto dell’America per rieleggere
una macchina da guerra per continuare a bastonare
e poi passare sopra interi popoli.
E dunque eccolo, uno dei più grandi poeti
italiani, che giace in questa tomba
a Casarsa, una piccola città in Friuli,
da ventinove anni. Sei piccoli allori su
lui e Susanna Colussi, sua madre,
che giace accanto a lui in commovente ironia.
E il suono che fa il dolore quando
cade attraverso se stesso e non tocca
fondo, con la sua tristezza di sangue
e la sua malinconia di mente in un mondo
dislocato, – non nel senso
di non avere uno spinello fra le dita
o seduto in un posto a bere
l’ingiustizia bell’e buona di questi giorni, ma -
volendo dire che una Costituzione comprata e pagata,
con una smorfia e una pistola alla nuca
del mondo, ha fra le altre cose
assassinato di nuovo Pier Paolo Pasolini. Leggi il seguito di questo post »

L’arcano Pasolini

1 Novembre 2009 di carmine vitale

L’Arcano di Pasolini
di Jack Hirschman
Mi lasciate vivere? No.
Sono continuamente richiamato, risvegliato dalla mia vita
e misi chiede di eseguire acrobazie per voi nel mondo
della morte che avete creato dalle cose.
Sono 20 anni da questo
Giorno dei Morti
che la Lollobrigida, uscendo dalla sua macchina,
avrebbe esclamato: Ma chi è guer fijo de mignotta
che ha scaricato `sta monnezza sotto casa mia?
Me so detto appena l’ho visto: pareva un sacco di stracci.
E invece era n ‘omo. Morto. “
II braccio distorto insanguinato,
capelli impiastrati di sangue,
braccia annerite di lividi
e arrossate di sangue;
dita della mano sinistra
fratturate e tagliate,
mascella sinistra fratturata,
naso schiacciato e piegato;
orecchie tagliate a metà,
quella sinistra girata,
ferite sulle spalle,
torace, lombi;
profonda lacerazione sulla nuca,
ampio livido sui testicoli,
10 costole e lo sterno rotti,
fegato lacerato, cuore scoppiato. Leggi il seguito di questo post »